Il TAR di Catania ha annullato gli atti fondamentali per la realizzazione del dissalatore a Filicudi, accogliendo il ricorso presentato dal proprietario di uno dei terreni interessati dall’opera. Si tratta di una pesantissima battuta d’arresto per il controverso progetto che avrebbe dovuto sorgere a Capo Graziano, una delle aree più fragili e suggestive dell’intero arcipelago eoliano.
La decisione dei giudici amministrativi etnei mette momentaneamente la parola “fine” a una procedura d’urgenza che aveva sollevato una durissima mobilitazione da parte della comunità locale. Al centro della battaglia legale e ambientale non c’è il rifiuto dell’infrastruttura in sé — considerata da molti comunque utile per l’approvvigionamento idrico dell’isola — ma la scelta della localizzazione e le modalità d’azione delle autorità.
Il ruolo chiave di Alessandro Saltalamacchia e la battaglia legale.
Uno dei nodi centrali e dei motori principali della protesta è stato Alessandro Saltalamacchia, promotore di una fondamentale raccolta fondi per il ricorso al TAR che ha unito la popolazione e gli amanti di Filicudi a difesa della spiaggia di Capo Graziano. Grazie alla mobilitazione del comitato spontaneo e all’azione legale intrapresa, il fronte del “no all’impianto in spiaggia” è riuscito a far valere le proprie ragioni in tribunale.
Sul piano giudiziario, la difesa del proprietario terriero è stata brillantemente curata dagli avvocati Antonio Sottile e Sebastiano Campanella, i quali hanno fatto valere i vizi del procedimento dinanzi alla seconda sezione del TAR di Catania, che ha visto come controparte il Comune di Lipari, difeso dall’avvocato Emanuela Calpona.
I nodi del contendere: espropri contesi, archeologia e l’ecosistema marino.
Il provvedimento del TAR ha spazzato via le delibere e gli atti legati all’immissione in possesso d’urgenza delle aree. Gli avvocati Sottile e Campanella avevano fin da subito contestato la legittimità degli espropri, denunciando gravi carenze di notifica e la violazione dei diritti di partecipazione al procedimento amministrativo. Oltre ai vizi di forma e alle contestazioni sulla decadenza dei termini legati ai finanziamenti originari del PNRR, a pesare sul no dei giudici e sull’opposizione dell’isola sono tre fattori ambientali e culturali insuperabili:
Il vincolo archeologico: L’area individuata per i lavori rientra in pieno nella zona protetta di Capo Graziano, un sito di inestimabile valore storico per i suoi insediamenti preistorici.
La tutela della Posidonia Oceanica: La baia su cui si sarebbe affacciato l’impianto ospita vaste praterie di Posidonia oceanica, un ecosistema marino protetto e fondamentale per la biodiversità del Tirreno, che rischiava di essere gravemente compromesso dagli scarichi di salamoia dell’impianto.
L’impatto sul patrimonio UNESCO: L’intera isola di Filicudi è parte dei beni tutelati dall’UNESCO. Costruire un impianto industriale su una delle pochissime spiagge accessibili via terra avrebbe deturpato irrimediabilmente il paesaggio.
Quale futuro per l’acqua nelle Eolie?
La sentenza del TAR di Catania, ottenuta grazie alla sinergia tra la difesa tecnica dei legali e la determinazione dei cittadini guidati da figure come Saltalamacchia, riapre totalmente la partita. Adesso il Comune di Lipari e la Regione Siciliana dovranno ripensare da zero la strategia per garantire l’acqua potabile a Filicudi, ascoltando finalmente le richieste dei residenti che invocano da tempo una localizzazione alternativa, lontana dai tesori archeologici e naturalistici dell’isola.

Clamoroso a Filicudi: il TAR blocca il dissalatore di Capo Graziano. Accolto il ricorso: a rischio archeologia, espropri e Posidonia
La decisione dei giudici amministrativi etnei mette momentaneamente la parola "fine" a una procedura d'urgenza che aveva sollevato una durissima mobilitazione da parte della comunità locale. Al centro della battaglia legale e ambientale non c'è il rifiuto dell'infrastruttura in sé — considerata da molti comunque utile per l'approvvigionamento idrico dell'isola — ma la scelta della localizzazione e le modalità d'azione delle autorità.