Smaltita la paura per il violento nubifragio di sabato 10 ottobre 2026, l’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza si sposta ora interamente sul fronte burocratico ed economico: avviare una precisa ricognizione dei danni e ottenere dalla Regione Siciliana le risorse necessarie a coprire le enormi spese di ripristino. I primi interventi d’urgenza condotti dalla Protezione Civile, dai Vigili del Fuoco e da numerosi volontari hanno permesso di liberare i passaggi principali. Tuttavia, l’entità dei danni strutturali è tale da richiedere poteri e fondi straordinari. Il sindaco di Lipari, Riccardo Gullo, ha preso in mano la situazione indirizzando una dettagliata relazione al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per chiedere formalmente la dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza per l’intera isola. Le priorità inserite nella richiesta del primo cittadino riguardano in particolare:
Il ripristino della viabilità provinciale e comunale, fortemente compromessa nei collegamenti vitali tra Lipari centro e le frazioni di Canneto, Pianoconte, Quattropani e Acquacalda.
La messa in sicurezza della zona portuale di Sottomonastero, invasa da tonnellate di fango.
Gli interventi strutturali a monte dell’abitato di Canneto, dove le vasche di sedimentazione del torrente Gabellotto si sono completamente riempite, azzerando la loro funzione protettiva.
Al via la ricognizione: come presentare le domande al Comune:
La delibera regionale dello stato di calamità dipenderà strettamente dalla quantificazione economica dei danni reali. Per questa ragione, gli uffici tecnici comunali hanno già attivato le procedure per raccogliere le segnalazioni provenienti dal tessuto privato e produttivo dell’isola.
L’amministrazione ha rivolto un appello immediato a tutti i cittadini, commercianti e imprenditori danneggiati dall’esondazione dei torrenti Ponte, Valle e La Verdesca. Per non farsi trovare impreparati e vedersi riconoscere i futuri indennizzi, viene richiesto di:
Raccogliere e conservare materiale fotografico e video dettagliato che attesti lo stato dei locali e dei beni subito dopo l’alluvione.
Tenere traccia di tutte le spese già sostenute in regime di somma urgenza (es. ditte di spurgo, acquisto di materiali per la pulizia, interventi di ripristino elettrico o idraulico) conservando fatture e ricevute fiscali.
Compilare con la massima precisione l’autocertificazione dei danni.
La macchina della conta dei danni è avviata. La tempestività e la precisione di questa mappatura saranno il biglietto da visita con cui Lipari si presenterà a Palermo.

Alluvione a Lipari: il punto sulla ricognizione dei danni e il pressing del sindaco Gullo per lo stato di crisi
La delibera regionale dello stato di calamità dipenderà strettamente dalla quantificazione economica dei danni reali. Per questa ragione, gli uffici tecnici comunali hanno già attivato le procedure per raccogliere le segnalazioni provenienti dal tessuto privato e produttivo dell'isola.