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Sentenza sul caso rifiuti di Ginostra: condanna per tre imputati e assoluzione per un capo d’imputazione.

Sentenza sul caso rifiuti di Ginostra: condanna per tre imputati e assoluzione per un capo d’imputazione. Il 14 aprile 2026, il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto –…

Gianluca Giuffrè 20 Apr 2026 3 min

Sentenza sul caso rifiuti di Ginostra: condanna per tre imputati e assoluzione per un capo d’imputazione.
Il 14 aprile 2026, il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto – Sezione Penale, in composizione monocratica, in persona della dott.ssa Anna Elisa Murabito, ha pronunciato la sentenza nel procedimento relativo alla gestione dei rifiuti nella frazione di Ginostra (Stromboli). Gli imputati sono Marco Giorgianni, ex sindaco di Lipari; Mirko Ficarra, dirigente e RUP del Comune di Lipari; e Carmelo Pinto Vraca, legale rappresentante della società Loveral s.r.l. I primi due erano assistiti dall’avvocato Luca Frontino, mentre Pinto Vraca era difeso dall’avvocato Tommaso Calderone. La parte civile, Gianluca Giuffrè, è stata rappresentata dall’avvocato Massimo Marchese. Il Tribunale ha assolto gli imputati dal reato contestato al capo C, relativo alla presunta compromissione delle acque marine e del suolo antistante il molo di Ginostra (artt. 113 e 452-quinquies c.p.), dichiarando che “il fatto non sussiste” ai sensi dell’art. 530 comma 2 c.p.p. Il giudice ha, invece, riconosciuto gli imputati responsabili dei reati contestati ai capi A, B e D, ritenendo la continuazione tra le condotte.
I capi d’imputazione contestati:
Capo A – Gestione non autorizzata di rifiuti (artt. 110 c.p. e 256 comma 3 D.Lgs. 152/2006): realizzazione e mantenimento, senza autorizzazione, di un’area di deposito di cassoni e rifiuti RSU su suolo demaniale non impermeabilizzato né recintato.
Capo B – Occupazione abusiva di area demaniale (artt. 110 c.p., 54 e 1161 Codice della Navigazione): utilizzo dell’area demaniale mediante posizionamento di contenitori per RSU e attività connesse.
Capo D – Molestie olfattive ai residenti (artt. 110 e 674 c.p.): emissione persistente di odori derivanti dalla putrefazione dei rifiuti accumulati e non smaltiti regolarmente.
Le pene disposte:
nove mesi di arresto per ciascun imputato
ammenda di 10.105 euro
sospensione condizionale della pena (art. 163 c.p.)
risarcimento alla parte civile Gianluca Giuffrè pari a 7.000 euro, oltre rivalutazione e interessi
rifusione delle spese legali della parte civile, quantificate in 2.010 euro più accessori
Il giudice ha fissato in novanta giorni il termine per il deposito della motivazione.
Si presume sia stato determinante il lavoro svolto dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Catania e dà i Carabinieri di Stromboli che hanno condotto gli accertamenti. L’attività del NOE parrebbe sia stata ritenuta importante ai fini della ricostruzione dei fatti e per la tutela dell’ambiente in un contesto particolarmente delicato come quello di Ginostra.

Gianluca Giuffrè

Gianluca Giuffrè