PALERMO – Con il deposito delle motivazioni della sentenza d’appello sul caso “Mare Monstrum”, i giudici di Palermo hanno messo un punto fermo e definitivo sulla trasparenza della gestione dei trasporti marittimi in Sicilia. Il documento della Corte d’Appello analizza nel dettaglio i passaggi amministrativi che videro coinvolti l’ex governatore Rosario Crocetta, l’armatore Ettore Morace e Massimo Finocchiaro, certificando l’assoluta legittimità del loro operato e l’insussistenza di qualsiasi ipotesi di reato. Il caso giudiziario, nato nel 2017 attorno ai collegamenti navali e alle tratte degli aliscafi per le isole minori, si chiude così con un’assoluzione con formula piena che cancella ogni ombra di accordo illecito.
La legittimità degli atti e la continuità territoriale. Il nucleo centrale delle motivazioni depositate dai magistrati si concentra sulla natura dei provvedimenti regionali finiti sotto la lente d’ingrandimento della Procura. Secondo la Corte, le proroghe dei contratti e i finanziamenti stanziati a favore della Liberty Lines non furono il risultato di favoritismi o di un asservimento della funzione pubblica agli interessi privati, bensì atti amministrativi legittimi e doverosi. I giudici hanno evidenziato che l’azione della Regione Siciliana era mossa da un unico interesse primario: garantire la continuità territoriale e tutelare il diritto alla mobilità dei cittadini e dei turisti da e per le isole minori. Senza quelle delibere, i collegamenti nel Tirreno avrebbero subito una gravissima paralisi, con danni incalcolabili per le comunità isolane.
Assenza di un patto corruttivo:
Smontata anche la tesi dell’accusa sui flussi finanziari e sul ruolo di intermediazione contestato a Massimo Finocchiaro. L’analisi documentale condotta nel secondo grado di giudizio ha escluso la presenza di un “patto corruttivo”. I contributi e i passaggi di denaro esaminati sono stati ricondotti a dinamiche di sostegno politico del tutto lecite, trasparenti e tracciate, prive di qualunque contropartita illecita o legame causale con i provvedimenti regionali.
I magistrati hanno messo nero su bianco che non vi è alcuna prova di un condizionamento delle gare o delle decisioni dell’assessorato alle Infrastrutture. I rapporti tra la presidenza della Regione e la principale compagnia di navigazione dell’isola si sono svolti all’interno dei binari del normale e corretto confronto istituzionale tra pubblica amministrazione e operatori privati del settore.
Una riabilitazione completa:
Le motivazioni della Corte d’Appello restituiscono così piena dignità all’operato politico e imprenditoriale degli indagati, trasformando quello che era stato presentato come un sistema di favori in un esempio di gestione amministrativa finalizzata esclusivamente al bene pubblico. Per il settore dei trasporti marittimi siciliani, la sentenza mette fine a una lunga stagione di incertezza, confermando la regolarità delle procedure che governano i collegamenti navali nel Tirreno.

Caso “Mare Monstrum”, nessun favoritismo, solo atti legittimi per i trasporti marittimi
Il caso giudiziario, nato nel 2017 attorno ai collegamenti navali e alle tratte degli aliscafi per le isole minori, si chiude così con un’assoluzione con formula piena che cancella ogni ombra di accordo illecito. La legittimità degli atti e la continuità territoriale.