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Cronaca

Ginostra le estati del santone Shanti

Ginostra, Stromboli : – Per anni, nel minuscolo borgo di Ginostra, nelle Eolie, il nome di Shanti, alias Mark Ravikiran Koppikar, evocava soltanto un’estate lenta, fatta di meditazioni…

Redazione 19 Apr 2026 3 min

Ginostra, Stromboli : – Per anni, nel minuscolo borgo di Ginostra, nelle Eolie, il nome di Shanti, alias Mark Ravikiran Koppikar, evocava soltanto un’estate lenta, fatta di meditazioni all’alba, camminate leggere e una convivenza pacifica con gli isolani. Oggi, invece, quel nome è tornato al centro dell’attenzione nazionale per un episodio che nulla ha a che vedere con le sue stagioni eoliane: il ritrovamento di due bambini in un casolare isolato nei boschi di Gibilmanna, vicino a Cefalù, e lo scioglimento della piccola comunità che vi risiedeva. Due scenari opposti, due contesti lontani, un unico protagonista. Chi ha vissuto quegli anni a Ginostra ricorda bene la figura di Shanti: un uomo dai modi pacati, barba lunga, abiti stravaganti e un accento straniero. Arrivava quasi sempre d’estate, a volte con un elicottero privato, accompagnato da un piccolo gruppo di seguaci, persone tranquille, rispettose, mai invadenti. La sua presenza non generò mai allarme né fastidio. Anzi, nel microcosmo ginostrese – abituato a ospiti eccentrici, artisti, viaggiatori solitari – Shanti si inserì con naturalezza. Le sue giornate scorrevano tra meditazioni informali davanti al mare, letture condivise, passeggiate verso i sentieri alti, cene semplici preparate con prodotti locali. Al molo salutava tutti, scambiava due parole con i pescatori e regalava un sorriso a tutti . Per quello che si poteva vedere, nessuna comunità chiusa e nessuna attività che potesse destare sospetti. Ginostra lo considerava un “forestiero particolare”, a capo di un gruppo stravagante, ma nulla più. Il quadro emerso dalle indagini a Gibilmanna è completamente diverso. A Ginostra, Shanti era un visitatore stagionale e rispettoso, senza comportamenti problematici. La sua spiritualità era leggera, quasi contemplativa, più vicina a un ritiro personale che a una guida organizzata. A Gibilmanna, invece, si parla di una comunità stabile, di adulti che lo consideravano un riferimento e di minori coinvolti. Due mondi che non si toccano, se non per la figura del santone. A Ginostra gli isolani ricordano un uomo gentile, un gruppo tranquillo, nessuna richiesta strana, nessuna tensione con la comunità.  Mentre la giustizia segue il suo corso, Ginostra conserva un ricordo distinto, quasi impermeabile alla cronaca attuale. Le estati di Shanti sull’isola appartengono a un tempo diverso, fatto di luce e mare. Il caso di Gibilmanna, invece, apre interrogativi più ampi: sul ruolo delle comunità spirituali, sulla tutela dei minori, sulla fragilità di chi cerca alternative radicali alla società. Due storie lontane, unite solo da un nome e da un’isola.

Gianluca Giuffrè

 

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