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Il Comune di Lipari al terzo posto per debito pro capite legato al gioco d’azzardo e alle dipendenze nella provincia di Messina che è prima in Italia

Lipari: Il Comune di Lipari al terzo posto per debito pro capite legato al gioco d’azzardo e alle dipendenze nella provincia di Messina che è prima in Italia.…

Redazione 18 Apr 2026 4 min

Lipari: Il Comune di Lipari al terzo posto per debito pro capite legato al gioco d’azzardo e alle dipendenze nella provincia di Messina che è prima in Italia. Sono circa 50 milioni di euro che nelle isole Eolie vengono spese in un anno per la dipendenza da gioco. Lipari accende i riflettori su una emergenza che non concede più ritardi. Per questo è stato presentato nell’aula magna dell’Istituto Comprensivo “Santa Lucia” il punto di ascolto “Antenne”, un servizio dedicato non solo ai giocatori d’azzardo problematici, ma anche alle loro famiglie e a chi vive altre forme di dipendenza. Sono intervenuti, tra gli altri, il direttore dell’Area dipendenze patologiche dell’Asp 5, Pietro Russo; il dirigente medico del Ser. D di Milazzo, Giovanni Utano; il sindaco Riccardo Gullo e l’assessore Cristina Roccella. L’iniziativa, promossa dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina insieme a una rete di realtà del terzo settore e con il supporto del Comune, guidato dal sindaco Riccardo Gullo, è attiva nell’isola già da marzo e rappresenta un presidio fondamentale sul territorio. Il servizio, operativo ogni martedì, dalle 9,00 alle 13,00, al palazzo municipale alterna colloqui di supporto ad attività di sensibilizzazione tra i cittadini. L’incontro è stato soprattutto un momento di confronto che ha fatto emergere criticità profonde. La più allarmante riguarda i numeri: la provincia di Messina è la più colpita in Italia per le dipendenze e, in questo quadro, Lipari si colloca tra i primi tre territori più interessati dopo Castell’Umberto e Patti. Si calcola che nel solo Comune di Lipari la spesa per le dipendenze è di 4300 euro pro capite in una comunità che spende 50 milioni di euro all’anno in dipendenze. Un dato che fotografa una realtà spesso sottovalutata ma ormai radicata e che ha un impatto sociale ed economico significativo. Gli esperti intervenuti hanno sottolineato come il fenomeno coinvolga sempre più giovani, con casi precoci e una normalizzazione di comportamenti a rischio: dall’uso di alcol e sostanze fino al gioco d’azzardo. Preoccupa anche il crescente disagio relazionale, con episodi di bullismo, violenza e controllo possessivo facilitato dall’uso delle tecnologie. Altro nodo centrale è la carenza di personale specializzato nei servizi pubblici per le dipendenze, che rischia di limitare l’efficacia degli interventi. Nonostante ciò, l’apertura dell’ambulatorio Ser.D sull’isola rappresenta un passo importante: in un anno sono già state seguite circa 50 persone, tra cui diversi minori e famiglie. Dall’incontro è emerso chiaramente come occorra rafforzare la prevenzione partendo dalle scuole e dalle fasce più giovani, ricostruendo al tempo stesso il ruolo educativo degli adulti.

 

Gianluca Giuffrè

 

Redazione

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