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Eolie, Cinque milioni per continuare a inquinare
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Eolie, Cinque milioni per continuare a inquinare

Nel 2026, un arcipelago Patrimonio UNESCO non può essere trattato come un deposito galleggiante di sacchi da imbarcare. Non può essere ostaggio di un sistema che brucia milioni senza costruire futuro. Non può essere vittima di una politica che confonde la manutenzione dell’emergenza con la programmazione.

Gianluca Giuffrè 20 Mag 2026 3 min

Le Eolie meritavano un sistema moderno, non l’ennesima toppa

Ci sono numeri che parlano da soli: 4.998.135,42 euro, durata 18 mesi, scadenza 8 giugno. È la nuova gara della Regione Siciliana per il trasporto via mare dei rifiuti dalle Eolie. Un appalto milionario che, ancora una volta, non cambia nulla. Non innova, non migliora, non riduce l’impatto ambientale. Si limita a prolungare un modello vecchio, costoso e ormai insostenibile.

Il paradosso è evidente: mentre l’Europa chiede di ridurre le emissioni, mentre il Mediterraneo soffoca sotto il peso dell’inquinamento, mentre le isole minori italiane cercano soluzioni moderne, qui si continua a spedire rifiuti via mare come trent’anni fa. Un sistema nato come emergenza è diventato struttura. Una toppa è diventata metodo.

Eppure, le occasioni per cambiare non sono mancate. Il PNRR offriva risorse senza precedenti per costruire impianti di prossimità, centri di raccolta moderni, sistemi di compostaggio di comunità, digitalizzazione della filiera.

Non siamo di fronte a un destino inevitabile, ma a una serie di decisioni — o non-decisioni — che hanno preferito la gestione all’innovazione, la continuità all’efficienza, la spesa alla soluzione. Si è scelto di pagare per spostare rifiuti, non per ridurli o trattarli.

Nel 2026, un arcipelago Patrimonio UNESCO non può essere trattato come un deposito galleggiante di sacchi da imbarcare. Non può essere ostaggio di un sistema che brucia milioni senza costruire futuro. Non può essere vittima di una politica che confonde la manutenzione dell’emergenza con la programmazione.

Serve una svolta. Una vera. Serve una strategia per le isole, non l’ennesima proroga mascherata da innovazione. Serve il coraggio di dire che questo modello è finito, che non è più sostenibile né economicamente né ambientalmente, che non risponde alle esigenze di un territorio fragile e prezioso.

Le Eolie meritano un ciclo dei rifiuti degno di un territorio europeo, non un appalto che rinvia i problemi e moltiplica i costi. Meritano visione, competenza, responsabilità. Meritano un futuro che non odori di gasolio e rifiuti imbarcati all’alba.

Il resto sono solo numeri. E quei numeri, oggi, raccontano una sconfitta politica prima ancora che ambientale.

Direttore – Il Faro del Tirreno

Gianluca Giuffrè

Gianluca Giuffrè