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Lipari 2027: le grandi manovre per il futuro delle Eolie tra vecchi protagonisti e nuove sfide

I protagonisti in campo sono volti ben noti. C’è l’ex primo cittadino Marco Giorgianni, la cui ombra politica non è mai svanita; ci sono Gaetano Orto, leader dell'opposizione pronto a rivendicare il salto di qualità, e Mario Paino, profilo manageriale nel campo sanitario che guarda all'area moderata. Sullo sfondo, immancabile, aleggia il mistero del "nome dal cilindro", un possibile candidato civico evocato per sparigliare le carte. E poi c'è il sindaco uscente, Riccardo Gullo.

Gianluca Giuffrè 07 Ott 2026 4 min
Mancano ancora diversi mesi all’appuntamento con le elezioni amministrative del 2027, eppure a Lipari l’atmosfera politica inizia già a scaldarsi. Nei corridoi dei palazzi e tra le piazze dell’arcipelago il dibattito si sta concentrando su una griglia di partenza affollata, un Risiko di ambizioni e strategie che rischia però di mettere in secondo piano i bisogni reali delle Isole Eolie.
I protagonisti pronti a scendere in campo, secondo radio Corso, sono volti ben noti. C’è l’ex primo cittadino Marco Giorgianni, la cui ombra politica non è mai svanita; ci sono Gaetano Orto, leader dell’opposizione pronto a rivendicare il salto di qualità, e Mario Paino, profilo manageriale nel campo sanitario che guarda all’area moderata. Sullo sfondo, immancabile, aleggia il mistero del “nome dal cilindro”, un possibile candidato civico evocato per sparigliare le carte. E poi c’è il sindaco uscente, Riccardo Gullo.
Proprio la probabile ricandidatura di Gullo apre una riflessione inevitabile. Il sindaco uscente chiederà agli elettori la riconferma in nome della continuità, ma dovrà fare i conti con i nodi irrisolti di un mandato caratterizzato da forti tensioni politiche e da uno stile amministrativo spesso percepito come troppo accentratore e rigido. Se  il rigore è stato il suo vessillo, a molti non è sfuggita la fatica dell’amministrazione nel fare sintesi e nel dialogare apertamente con il tessuto economico e sociale delle isole, lasciando aperti dossier vitali per la comunità.
Allo stato attuale, la fotografia della politica liparese vede tutti i  papabili contendenti pronti ad andare per la propria strada. Una frammentazione che rischia di premiare l’orgoglio a discapito della stabilità. Resta da capire se questo scenario reggerà o se la maturità politica spingerà i protagonisti verso alleanze strategiche in grado di garantire una guida solida al comune.
Ma in questo valzer di nomi e strategie c’è un convitato di pietra: il cittadino. La comunità eoliana assiste alle grandi manovre con un misto di attesa e disincanto. I cittadini aspettano programmi chiari e, soprattutto, squadre di governo credibili. Non bastano più i soliti slogan d’area. Amministrare questo comune significa saper guardare oltre i confini dell’isola maggiore. Le isole minori dell’arcipelago – da Stromboli e Ginostra con le loro perenni emergenze ambientali, a Panarea, Vulcano, Filicudi e Alicudi – non possono più essere considerate periferie stagionali o serbatoi di voti da dimenticare il giorno dopo le elezioni. Servono soluzioni concrete sulla sanità ospedaliera e sui presidi medici di prossimità, una continuità territoriale nei trasporti marittimi che non condanni all’isolamento nei mesi invernali chi vive negli scogli più distanti, e una programmazione del turismo che tuteli l’identità di ogni singola isola.
La politica eoliana si trova dunque davanti a un bivio decisivo. Saranno i personalismi a dettare l’agenda o prevarrà la capacità di  costruire una visione collettiva? Le grandi manovre sono solo all’inizio e i giochi restano del tutto aperti: la parola definitiva, come sempre, spetterà agli elettori, chiamati a scegliere tra la frammentazione dei volti e la concretezza delle idee
Gianluca Giuffrè

Gianluca Giuffrè