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Editoriale

Acquacalda, è ora di muoversi

La comunità ha fatto la sua parte: ha denunciato, documentato, chiesto, atteso. Ora tocca alle Istituzioni dimostrare che questo territorio non è condannato a vivere tra un’allerta meteo e l’altra.

Gianluca Giuffrè 17 Mag 2026 2 min

 Acquacalda non può più aspettare. Ogni mareggiata è un bollettino di guerra, ogni ondata un promemoria di ciò che non è stato fatto. Ieri l’ennesimo colpo. Scene già viste, denunciate, documentate. Eppure, ancora lì, immutate.

Da vent’anni la comunità chiede interventi strutturali veri, non rattoppi. Da vent’anni si rincorrono progetti, conferenze di servizi, promesse, fondi annunciati e poi dispersi nei meandri della burocrazia. Nel frattempo, il mare avanza e Acquacalda arretra.

La mareggiata di ieri non è un evento eccezionale, è la normalità di un territorio lasciato senza protezioni adeguate. È la conseguenza diretta di un sistema che interviene solo dopo il disastro, mai prima. È il risultato di responsabilità diffuse e quindi, troppo spesso, di responsabilità di nessuno.

Oggi non servono altre parole. Servono cantieri, tempi certi, risorse sbloccate. Servono decisioni. Perché Acquacalda non è un dettaglio periferico delle Eolie, è un simbolo di come l’inerzia amministrativa possa trasformare un problema noto in un’emergenza permanente.

La comunità ha fatto la sua parte: ha denunciato, documentato, chiesto, atteso. Ora tocca alle Istituzioni dimostrare che questo territorio non è condannato a vivere tra un’allerta meteo e l’altra.

Ed è proprio per questo che rivolgiamo un sollecito diretto all’amministrazione comunale, serve un’assunzione di responsabilità immediata e un interlocutore che faccia da raccordo, con un cronoprogramma pubblico, verificabile, e l’avvio concreto dei lavori già progettati. Non è più il tempo delle dichiarazioni, ma delle azioni.

Acquacalda non chiede miracoli. Chiede solo che, finalmente, ci si muova.

 

Gianluca Giuffrè

Gianluca Giuffrè