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Svolta ad Alicudi: il Comitato dei Residenti dice «Sì» al dissalatore, ma l’isola resta divisa

Svolta ad Alicudi: il Comitato dei Residenti dice «Sì» al dissalatore, ma l’isola resta divisa. La consultazione interna si chiude con una netta maggioranza a favore dell’impianto: 78 favorevoli, 5 contrari e 6 astenuti. Il comitato residenti isola di Alicudi precisa: «Siamo favorevoli, ma vaglieremo il progetto passo dopo passo». Restano le barricate del fronte ambientalista dello "Scoglio Vivo".

Gianluca Giuffrè 16 Ott 2026 5 min

Svolta ad Alicudi: il Comitato dei Residenti dice «Sì» al dissalatore, ma l’isola resta divisa.
La consultazione interna si chiude con una netta maggioranza a favore dell’impianto: 78 favorevoli, 5 contrari e 6 astenuti. Il Comitato Residenti isola di Alicudi precisa: «Siamo favorevoli, ma vaglieremo il progetto passo dopo passo». Restano le barricate del fronte ambientalista dello “Scoglio Vivo”.

ALICUDI – Il futuro dell’approvvigionamento idrico nelle isole minori continua a far discutere, ma l’ultima svolta che arriva dallo scoglio più occidentale delle Eolie segna un punto importante per il destino infrastrutturale dell’isola. La consultazione promossa dal Comitato dei Residenti dell’Isola di Alicudi (guidato da Aldo Di Nora) si è conclusa con un esito numericamente inequivocabile: 78 voti favorevoli, 5 contrari e 6 astenuti. Su una popolazione totale di 141 residenti anagrafici, ben 90 cittadini hanno preso parte alla votazione, esprimendo un consenso che si attesta all’87,64% dei votanti e che supera la maggioranza assoluta dell’intera popolazione isolana (55,32%). Un voto che formalizza il desiderio di una larga parte della comunità di superare la storica dipendenza dalle navi cisterna, legando lo sviluppo di Alicudi a una produzione autonoma di acqua potabile.                                                                 Il fronte del “Sì”: Autonomia idrica e vigilanza sul progetto.

Per i promotori della consultazione del Comitato Residenti, il risultato dimostra come la priorità per chi vive l’isola tutto l’anno sia la stabilità dei servizi primari. I sostenitori dell’opera evidenziano che un impianto di dissalazione moderno rappresenta l’unica vera alternativa per garantire la sopravvivenza economica e civile della comunità, specialmente durante i mesi estivi o nei periodi di prolungato maltempo. Tuttavia, dal Comitato di Di Nora arriva una precisazione fondamentale: il via libera della popolazione non deve essere inteso come una cambiale in bianco. Il comitato ha infatti chiarito che, pur essendo favorevole alla realizzazione dell’opera per motivi di sicurezza idrica, valuterà e vaglierà di volta in volta ogni singola fase del progetto, monitorando l’impatto dei cantieri e pretendendo il massimo rispetto delle garanzie tecniche ed ambientali. Un’apertura al progresso, insomma, che viaggerà di pari passo con un controllo rigoroso sul territorio.
La resistenza dello “Scoglio Vivo”: Le ragioni del “No”.
I numeri della consultazione e le rassicurazioni sulla vigilanza non cancellano però le profonde preoccupazioni del fronte opposto. Il nucleo storico che ha avversato il progetto – precedentemente noto come “Comitato No Dissalatore” e recentemente ribattezzatosi Comitato Scoglio Vivo Alicudi – continua a dare battaglia insieme a proprietari di case, storici frequentatori dell’isola e importanti associazioni ambientaliste come Italia Nostra e il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG).
Le motivazioni del forte dissenso restano radicate nella tutela di un territorio straordinario e fragilissimo:
Danno all’ecosistema marino: Lo scarico ad alta concentrazione di salamoia minaccia di alterare irrimediabilmente i fondali e le praterie di Posidonia oceanica, desertificando le aree di riproduzione ittica e danneggiando la pesca artigianale locale.
Impatto paesaggistico e identitario: La nascita di un impianto industriale su una delle spiagge incontaminate di Alicudi viene vista come un impatto incompatibile con la natura selvaggia dell’isola.
Infrastruttura logistica ed energetica: Vengono sollevati forti dubbi sull’enorme consumo di energia necessario al funzionamento dell’impianto e sui rischi legati alle condotte sottomarine, esposte alle mareggiate in un’isola priva di un porto riparato.
Se da un lato il voto palese gestito dal Comitato di Di Nora mette una firma pesante sulla richiesta di sbloccare l’opera ad Alicudi — pur con la promessa di un monitoraggio costante sul progetto —, dall’altro la transizione verso il dissalatore si conferma un percorso tortuoso, costretto a muoversi sul sottilissimo filo che separa il diritto alla modernizzazione dalla necessità assoluta di preservare l’ecosistema incontaminato dell’isola. Il dibattito resta aperto e Il Faro del Tirreno continuerà a seguire passo dopo passo l’evoluzione dei cantieri e dei ricorsi legali.

Gianluca Giuffrè

Gianluca Giuffrè