Sulle tracce di Colapesce: dagli abissi dello Stretto alla memoria del Mediterraneo
Il primo racconto scritto e illustrato di Nicola Micali, artista messinese originario di Giampilieri, intreccia la leggenda di Colapesce con l’esperienza del mare e il mondo delle immersioni.
Un giovane palombaro, tre antiche reliquie e una discesa negli abissi dello Stretto di Messina alla ricerca di Colapesce. È da questa immagine che prende avvio Sulle tracce di Colapesce, il primo racconto scritto e illustrato da Nicola Micali, scultore e illustratore messinese originario di Giampilieri, pubblicato da Algra Editore il 7 agosto 2026.
Al centro del libro c’è il mare, non soltanto come scenario di un’avventura fantastica, ma come luogo di
memoria, conoscenza e confronto con le proprie origini. La leggenda di Colapesce, profondamente radicata nella cultura dello Stretto, diventa il punto di partenza di un viaggio che unisce immaginazione, esperienza vissuta e patrimonio mitologico siciliano. Il protagonista è un giovane palombaro della Marina Militare, impegnato nella ricerca di tre antiche reliquie: una coppa, una corona e un anello. La missione lo conduce progressivamente verso gli abissi, in un mondo popolato da creature marine, argonauti, piovre gigantesche, pesci spada e figure della tradizione mitologica, fino al misterioso castello di cristallo di Morgana. La discesa nelle profondità del mare assume però anche un significato interiore. Il viaggio mette il protagonista di fronte alla paura, alla memoria e alla propria identità. L’abisso diventa così uno spazio di esplorazione in cui la ricerca esterna si intreccia con quella personale.
L’esperienza del mare tra Sicilia e Liguria. Nel racconto confluiscono elementi dell’esperienza personale dell’autore. La passione di Micali per il mare e per le immersioni precede il suo ingresso nella Marina Militare, dove il successivo periodo trascorso in Liguria gli ha permesso di approfondire direttamente la conoscenza del mondo subacqueo. Tecniche di immersione, attrezzature e osservazioni dell’ambiente marino contribuiscono alla costruzione del protagonista e alla descrizione delle sue esplorazioni. La dimensione fantastica si sviluppa così su una base concreta, legata a una conoscenza vissuta del mare.
A questa esperienza si affianca il legame con lo Stretto di Messina, luogo delle origini dell’autore e territorio in cui realtà naturale, tradizione popolare e immaginario mitologico convivono da secoli. Il percorso narrativo mette in relazione due luoghi importanti nella formazione di Micali: la Sicilia dello Stretto, con le sue leggende e la memoria dell’infanzia, e la Liguria, dove l’esperienza nella Marina ha arricchito il suo rapporto con l’ambiente marino.
Un viaggio raccontato attraverso immagini e materia.
La dimensione visiva è parte integrante del progetto. Le tavole, realizzate manualmente con inchiostro di
china e inchiostro seppia su carta invecchiata artigianalmente, richiamano le antiche illustrazioni
naturalistiche, le incisioni scientifiche e le carte nautiche degli esploratori.
L’intento è rappresentare un mondo fantastico attraverso immagini che sembrano appartenere a una
possibile documentazione del passato, come se le creature incontrate dal protagonista fossero annotate in un antico atlante degli abissi. Anche il colore accompagna l’evoluzione del viaggio. Nella prima parte dominano tonalità scure, fino a un nero profondo, quasi un nero pece, che evoca l’assenza di luce e l’ignoto. Quando il protagonista supera una fase decisiva della propria esperienza, il colore irrompe nelle tavole, seguendo la trasformazione interiore del personaggio.
Tra le scene più spettacolari figura la lotta del palombaro contro una gigantesca piovra, realizzata
guardando anche alla tradizione delle grandi illustrazioni narrative e alle opere di Achille Beltrame, storico illustratore della Domenica del Corriere. Il racconto si confronta inoltre con la storia naturale del
Mediterraneo attraverso il riferimento a Jeanne Villepreux-Power, pioniera della biologia marina e degli
studi sugli argonauti. Il mito dialoga così con la conoscenza scientifica e con la tradizione visiva, in un racconto in cui l’esplorazione degli abissi diventa anche un modo per interrogare il rapporto tra uomo e natura.
Il percorso artistico di Nicola Micali
La ricerca che attraversa Sulle tracce di Colapesce è legata al lavoro che Micali porta avanti da anni nella
scultura e nell’illustrazione. Nelle sue opere ricorrono la materia, il ferro, la pietra, i segni del tempo e il
rapporto tra uomo, acqua e memoria. Con questo libro tali elementi entrano per la prima volta nella
scrittura, mettendosi in dialogo con la narrazione e le immagini.
Nel corso degli anni l’artista ha esposto in diverse sedi tra Sicilia e Liguria. Tra le esperienze più significativefigurano la mostra personale Il viaggio dell’eroe al Castello di Lerici e la realizzazione dell’opera pubblica Nel nome dell’onore a Castanea delle Furie, nel territorio di Messina. Nel 2026 è inoltre tra gli artisti della mostra Mediterraneo. Archeologie del mito a Matera.
La prefazione del volume è firmata dallo storico e giornalista Roberto Sciarrone, che definisce Micali un
«moderno Colapesce dello Stretto», espressione che sintetizza il legame dell’autore con il mare, con il
territorio e con una leggenda ancora capace di generare nuove interpretazioni.
Sulle tracce di Colapesce gode del patrocinio del Comune di Messina e della The Historical Diving Society
Italia, con il sostegno della galleria Zancle Art Project e del Cantiere della Memoria di Le Grazie.
Il libro è stato presentato il 28 agosto 2026 alla Libreria Colapesce di Messina, in occasione di un evento
accompagnato da una mostra delle grafiche e da tre opere scultoree di Micali, tra cui una personale
interpretazione di Colapesce realizzata in ferro e rame. L’iniziativa ha offerto al pubblico un’occasione di
incontro con il progetto attraverso il dialogo tra racconto, illustrazione e scultura.
La storia parte dalla leggenda, ma va oltre il mito: la discesa negli abissi dello Stretto diventa un viaggio
nella memoria, nella paura e nell’identità. Un modo per tornare a interrogare una tradizione antica
attraverso l’esperienza contemporanea, ricordando che il mare non è soltanto un orizzonte da attraversare, ma anche un luogo nel quale si custodiscono le storie e le origini di una comunità.

Messina, Sulle tracce di Colapesce: dagli abissi dello Stretto alla memoria del Mediterraneo
Al centro del libro c'è il mare, non soltanto come scenario di un'avventura fantastica, ma come luogo di memoria, conoscenza e confronto con le proprie origini. La leggenda di Colapesce, profondamente radicata nella cultura dello Stretto, diventa il punto di partenza di un viaggio che unisce immaginazione, esperienza vissuta e patrimonio mitologico siciliano.